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Il presente contributo analizza l’evoluzione dell’agrumicoltura ornamentale italiana attraverso l’esperienza plurigenerazionale dell’Azienda Oscar Tintori, culminata nella recente pubblicazione del volume Il Viaggio degli Agrumi in Italia (Ed. Olschki, 2025), a cura di Paola Fanucci e con il supporto di Lucia Tongiorgi Tomasi. L’opera documenta una ricerca sistematica sulle cultivar regionali autoctone, finalizzata al recupero di un patrimonio di biodiversità citrina di straordinario valore storico e paesaggistico, spesso dimenticato.Si ripercorre la transizione dell’azienda dalla floricoltura tradizionale alla specializzazione nel vivaismo agrumicolo in vaso, pratica che affonda le radici nella cultura botanica rinascimentale toscana e nelle collezioni medicee. Viene evidenziato il ruolo determinante della trasmissione del sapere empirico – dalle tecniche di potatura della Valdinievole alla gestione delle spalliere – integrato con le moderne esigenze del mercato internazionale e della sostenibilità ambientale. L’azienda Oscar Tintori custodisce oggi oltre 500 varietà rare, collezionate negli anni, che hanno dato vita nel 2004 all’Hesperidarium, un percorso didattico-sensoriale dove si possono ammirare cultivar storiche delle antiche collezioni medicee e varietà più moderne provenienti dall’emisfero australe. Si sottolinea inoltre l’importanza della figura dell’agricoltore-custode nel mantenimento dei manufatti rurali (muri a secco, ciglioni) e nella tutela del fragile equilibrio idrogeologico collinare, confermando come la valorizzazione delle tradizioni agronomiche locali sia fondamentale per la salvaguardia del territorio e della molteplicità citrina.
This article analyses the evolution of Italian ornamental citrus cultivation through the multigenerational experience of the Oscar Tintori nursery, culminating in the recent publication of Il Viaggio degli Agrumi in Italia (“The Journey of Citrus Fruits in Italy”) (Ed. Olschki, 2025), edited by Paola Fanucci with Lucia Tongiorgi Tomasi. The book documents systematic research into native regional cultivars, with the aim of recovering an often-forgotten heritage of citrus biodiversity of extraordinary historical and landscape value.The article retraces Oscar Tintori’s transition from traditional floriculture to specialising in potted citrus tree cultivation, a practice that has its roots in Renaissance Tuscan botanical culture and the Medici collections. The book highlights the decisive role of communicating empirical knowledge – from Valdinievole pruning techniques to espalier management – integrated with the modern demands of the international market and environmental sustainability.Today Oscar Tintori has over 500 rare varieties, collected over the years. In 2004 this gave rise to the ‘Hesperidarium’, an educational and sensory journey to admire historical cultivars from the ancient Medici collections and more modern varieties from the southern hemisphere.The article also underlines the importance of the farmer-custodian in maintaining rural structures (dry stone walls, embankments) and protecting the fragile hydrogeological balance of the hillsides, confirming that promoting local agricultural traditions is fundamental for the protection both of the territory and of citrus diversity.