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Il monitoraggio del suolo rappresenta uno strumento fondamentale per valutarne lo stato di salute, prevenirne il degrado e orientarne una gestione sostenibile. Consiste in un insieme di attività di misurazione, campionamento e analisi volte a rilevare lo stato fisico, chimico e biologico del suolo, nonché la sua evoluzione nel tempo. Tale pratica trova applicazione in campo agricolo, ambientale e forestale, pianificazione territoriale, ingegneria civile e forestale e nelle politiche bioeconomiche. Se attuato ad elevato dettaglio, il monitoraggio del suolo permette di attuarne una gestione di precisione. A tal fine, sono attualmente disponibili strumenti sempre più sofisticati e potenti, quali i sensori prossimali e remoti, in grado di rilevare la variabilità di numerose caratteristiche del suolo alla scala di campo. Tra i sensori prossimali, risultano di particolare interesse i sensori non invasivi e che consentono di essere montati su piattaforme mobili, quali i georesistivimetri, i sensori ad induzione elettromagnetica e i georadar, gli spettrometri di raggi-gamma e gli spettrometri di riflettanza Vis-NIR. Sensori multispettrali e termici montati su droni e immagini satellitari vengono utilizzati soprattutto per il rilevamento in remoto della variabilità della risposta della vegetazione alle variazioni di suolo. Queste informazioni possono completare altri tematismi, soprattutto pedologici e topografici, ed essere trattate con opportune tecniche GIS e geostatistiche per realizzare schemi di campionamento mirati, in grado di produrre mappe dei suoli dettagliate e in grado di guidare le scelte operative aziendali.
Soil monitoring constitutes a critical instrument for assessing soil health, preventing degradation processes, and informing sustainable soil management strategies. It encompasses a suite of measurement, sampling, and analytical procedures aimed at characterizing the soil’s physical, chemical, and biological properties, as well as their spatiotemporal dynamics. This approach is widely applicable across agricultural, environmental, and forestry domains, territorial planning, civil and forest engineering, and bioeconomy policy frameworks. When implemented at high spatial and temporal resolution, soil monitoring enables precision soil management. To this end, a growing array of advanced and high-throughput tools is available, including proximal and remote sensing technologies capable of capturing intra-field variability in multiple soil attributes. Among proximal sensing tools, particular emphasis is placed on non-invasive sensors deployable on mobile platforms, such as electrical resistivity tomography (ERT), electromagnetic induction (EMI) sensors, ground-penetrating radar (GPR), gamma-ray spectrometers, and visible–near infrared (Vis-NIR) reflectance spectrometers. Multispectral and thermal sensors mounted on unmanned aerial vehicles (UAVs), along with satellite-based remote sensing, are predominantly used to assess spatial heterogeneity in vegetation spectral responses as proxies for underlying soil variability. These datasets can be integrated with pedological and topographic information layers and processed through advanced statistical and geostatistical modelling techniques to design optimized sampling frameworks and generate high-resolution digital soil maps, which can support site-specific agronomic or land management decisions.