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Il contributo propone una lettura di lungo periodo delle trasformazioni economiche e sociali della Maremma toscana, interpretata come sistema locale rurale e, più recentemente, come distretto rurale. In poco più di due generazioni, la Maremma ha attraversato tre “rivoluzioni” che ne hanno ridefinito più volte la fisionomia, senza produrre una traiettoria di sviluppo stabile. Dalla Riforma agraria agli anni Duemila, il territorio ha sperimentato una prima rivoluzione con processi di modernizzazione incompiuti, una seconda, di cui non si è colta la portata, caratterizzata dalla attrazione intermittente di popolazione e risorse, e una terza che, a causa della vulnerabilità strutturale accentuata dagli shock recenti, non è riuscita a generare cambiamenti permanenti. La tesi è che la Maremma non possa essere compresa né governata se non come sistema integrato, in cui agricoltura, turismo, manifattura diffusa, servizi e ambiente interagiscono in modo interdipendente. Solo un approccio distrettuale, fondato su qualità territoriale, innovazione e cooperazione, può trasformare la sua modernità potenziale in sviluppo sostenibile e duraturo.