Quaderni dei Georgofili

Dai boschi alle città: dalla produzione al ciclo della vita

Ferdinando Albisinni

Accademia dei Georgofili
Collana: Quaderni dei Georgofili
Contenuto in: Il Regolamento europeo sul ripristino della natura e il verde urbano

Copyright 2025 Accademia dei Georgofili

Il Regolamento (UE) 2024/1991 prevede che «Il piano nazionale di ripristino include una panoramica dell’interazione tra le misure incluse nel piano nazionale di ripristino e il piano strategico nazionale nell’ambito della PAC» (art. 15.5.), sottolineando anche sul piano formale la relazione fra piano agricolo e piano forestale, ma nel contempo segna un passaggio ulteriore rispetto a quanto previsto dalle recenti riforme della PAC finalizzate a realizzare la sostenibilità della produzione agricola.Il Regolamento (UE) 2021/2115 di riforma della PAC, che regola i piani strategici nazionali, ha chiamato gli Stati membri a dare attuazione, ai fini della sostenibilità, a una serie di direttive da tempo vigenti, che in larga misura si limitavano a fissare obiettivi senza dettare singole misure.Il Regolamento (UE) 2024/1991 è invece intervenuto direttamente nel dettaglio della disciplina. In particolare, in riferimento al verde urbano:introduce specifiche definizioni, legate a parametri quantitativi dettagliati, ad esempio in tema di «unità amministrativa locale» (art. 3.1.15), con ciò incidendo nel disegno istituzionale e delle competenze locali;fissa tempi e superfici per il ripristino egli ecosistemi urbani;impone la mappatura delle aree urbane secondo specifici criteri;prevede monitoraggio e comunicazione per tali aree;classifica gli habitat;precisa che gli interventi devono essere volti ad «aumentare le aree verdi urbane con elementi caratteristici ecologici, quali parchi, alberi e macchie boschive, tetti verdi, prati a fiori selvatici, giardini, orticoltura urbana, strade alberate, prati e siepi urbani, stagni e corsi d’acqua, prendendo in considerazione, tra l’altro, la diversità delle specie, le specie autoctone, le condizioni locali e la resilienza ai cambiamenti climatici» (Alleg. VII.31).La disciplina europea, in tema di ripristino degli ecosistemi urbani, costruisce così una sorta di Codice del verde urbano direttamente applicabile e vincolante, che fissa l’insieme degli adempimenti cui le istituzioni degli Stati membri sono tenute, e insieme fissa i contenuti degli interventi, e con ciò dà espressa veste formale al ruolo assegnato al verde urbano.La risposta viene ricercata nella riscoperta della politica, della governance, di scelte di priorità, di gerarchie di interessi, oltre che di valori.Assistiamo a un processo espansivo: la disciplina europea, che sin dal Trattato istitutivo del 1957, nel nome stesso della PAC aveva valorizzato la componente di «politica», dunque di decisione e di responsabilità, negli interventi degli ultimi anni sempre più espande il proprio ambito applicativo, sino a comprendere l’intero ciclo della vita, e con ciò una dimensione delle attività agricole e forestali che non sono soltanto produzione, e dell’ambiente e del verde che non è soltanto protezione, ma consapevole e dichiarato intervento attivo.Il Diritto agrario e forestale di matrice europea si propone così, nell’oggi, quale disciplina che va ben oltre i confini tradizionali della materia.

Abstract

Regulation (EU) 2024/1991 stipulates that «The national restoration plan shall include an overview of the interplay between the measures included in the national restoration plan and the national CAP strategic plan» (art. 15.5.). This rule emphasizes the relationship between the agricultural plan and the forestry plan, but at the same time marks a step beyond the rules introduced by recent CAP reforms aimed at achieving the sustainability of agricultural production.Regulation (EU) 2021/2115, which reforms the CAP, moves national strategic plans and Member States to implement, for sustainability purposes, a series of long-standing directives, which largely limited themselves to setting objectives without dictating individual measures.Regulation (EU) 2024/1991 directly addresses the details of the regulation. Specifically, with regard to urban greenery:it introduces specific definitions, linked to detailed quantitative parameters, for example regarding «local administrative unit» (art. 3.1.15), thereby impacting the institutional design and local responsibilities;establishes timeframes and areas for the restoration of urban ecosystems;requires the mapping of urban areas according to specific criteria;provides for monitoring and reporting for these areas;classifies habitats;specifies that interventions must aim to «Increase urban green spaces with ecological features, such as parks, trees and woodland patches, green roofs, wild flower grasslands, gardens, city horticulture, tree-lined streets, urban meadows and hedges, ponds and water courses, taking into consideration, inter alia, species diversity, native species, local conditions and resilience to climate change» (Annex VII.31).The European regulation on the restoration of urban ecosystems thus creates a sort of directly applicable and binding Urban Green Code, which establishes the set of obligations to which Member State institutions are subject, and at the same time establishes the content of the interventions, thus giving express formality to the role assigned to urban green areas.The answer lies in the rediscovery of politics, governance, priorities, hierarchies of interests, and even values.We are witnessing an expansive process: European law, which since the founding Treaty of 1957, in the very name of the CAP, has emphasized the «political» component—that is, decision-making and responsibility—has increasingly expanded its scope in recent years, encompassing the entire life cycle. This includes a dimension of agricultural and forestry activities that are not merely production, and of the environment and greenery that are not merely protection, but conscious and declared active intervention.Thus, the European agricultural and forestry law today presents itself as a discipline that goes well beyond the traditional boundaries of the subject.